“La signora di Wildfell Hall” di Anne Brontë

 

                  

 

Finalmente.

Dopo lunghi mesi di agonie, ieri sera sono riuscita a finire questo libro.

L’ho portato in numerosi viaggi, sperando che la noia delle lunghe tratte aiutasse ad andare avanti.

Chissà, la stanchezza, la mancanza di sonno e varie ed eventuali, hanno fatto sì che questo libro passasse un anno tra borse e zaini e che venisse sballottato da Barga a New York – con varie tappe minori.

Il secondo libro della cara Anne mi è rimasto attaccato come una sanguisuga.

Capiamoci, non male eh, soprattutto per i temi trattati che all’epoca erano considerati molto controversi e oggetto di censura – vedi protagonista in fuga da un matrimonio sbagliato, alcolismo, linguaggio fuori dalle righe..

Confesso di essere un’amante sfegatata di romanzi ottocenteschi di questo genere. Ma in questo caso Anne toppa nell’effetto “strascico”. Parti interminabili da colpo di sonno, per arrivare a un finale sbrigativo e risicato, come se alla fine si fosse stancata di scrivere.

Ho apprezzato comunque il colpo di scena che si trova più o meno a metà libro. Alla fine, solo per quello sono riuscita ad andare avanti nella lettura. Per nessun altro motivo.

Posso finalmente respirare di nuovo dopo l’aria rarefatta della “Signora di Wildfell Hall”.

Sorry Anne, ci hai provato..

Voto: 2/5
Caffè bevuti: 365.000

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